I green pass possono essere conservati dai datori pubblici?

I green pass possono essere conservati dai datori pubblici?

Con lo scopo di rendere più semplice la verifica dei green pass e l'ingresso al luogo di lavoro, aidipendenti è stata fornita la possibilità di consegnare al datore la propriacertificazione relativa. Questo viene reso possibile dal DL 52/2021 (comma 5art. 9-quinquies e 9-septies), con i seguenti paragrafi: Al fine disemplificare e razionalizzare le verifiche di cui al presente comma, ilavoratori possono richiedere di consegnare al proprio datore di lavoro copiadella propria certificazione verde COVID-19. I lavoratori che consegnano lapredetta certificazione, per tutta la durata della relativa validità, sonoesonerati dai controlli da parte dei rispettivi datori di lavoro.

Eppure, alcunigiorni prima della conversione, il Presidente Prof. Pasquale Stanzione, in vecedi Garante per la protezione dei dati personali, ha inviato un documento aParlamento e Governo in cui bocciavaquesta risoluzione, chiedendo una via alternativa. A negazione dellavalidità di una simile risoluzione, il Garante porta all'attenzione ilConsiderando 48 del Regolamento UE 2021/953 in materia di green pass, chesottolinea come: Laddove il certificato venga utilizzato per scopi nonmedici, i dati personali ai quali viene effettuato l'accesso durante ilprocesso di verifica non devono essere conservati, secondo le disposizioni delpresente regolamento.

In tale contesto, con i dati in mano al datore di lavoro, ilproblema relativo alla privacy si verifica nel non poter garantire la dovutariservatezza tanto alla "condizione clinica del soggetto (in relazionealle certificazioni da avvenuta guarigione), ma anche delle scelte da ciascunocompiute in ordine alla profilassi vaccinale". Infatti, tramite la scadenzadella certificazione, si può facilmente desumere il motivo per il quale ilgreen pass è stato rilasciato, sia essa vaccinazione, tampone o guarigione. Inpratica, si rischia di non poter garantire la necessaria riservatezza allemotivazioni (spesso intime e personali) legate al modo in cui si è ottenuto ilgreen pass, derivate in genere dalla scelta vaccinale della persona.

Seppur il documentodel Garante non ha avuto l'effetto sperato, le obiezioni appaiono ben valide,tanto che si trovava anche in aggiunta l'incompatibilità della consegnadel green pass al datore con le garanzie sancite dalla normativa giuslavoristicae la disciplina di protezione dati, come da art 88, Reg UE 2016/679; art 113,DLGS 196 del 2003; articoli 5 e 8 DL 300 del 1970 e articolo 10, DLGS 276 del2003. Il legislatore parrebbe aver trascurato quanto presente nel Regolamento UE2021/953, confermando la possibilità da parte del datore di raccogliere econservare i green pass dei dipendenti che sceglieranno di consegnarli, peragevolare le verifiche all'ingresso.

Indietro

Articoli correlati: