Enti locali e Sanità, primi nel piano quinquennale di assunzioni

Enti locali e Sanità, primi nel piano quinquennale di assunzioni

Dopo anni di incertezze e difficoltà, le assunzioni nella Pubblica Amministrazione italiana sembrano finalmente voler ripartire da concorsi e contratti, con precedenza ai comparti degli Enti locali e della Sanità.

Il ministro (per la seconda volta) della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta ha dato il via a una rivitalizzazione delle assunzione, i cui primi tre passi sono stati "il riavvio dei contratti, la firma del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e per la coesione sociale con i sindacati, e lo sblocco del turn over". Possibilità, che ha ammesso essere state rese possibili dai 6,8 miliardi di euro stanziati dai precedenti governi e soprattutto dal Next Generation Eu. I futuri investimenti dello Stato dovranno essere supportati da un apparato all'altezza di questa situazione straordinaria, un apparato che poi dovrà supportare l'impianto di lavoro una volta che sarà entrato a regime.
A causa della pandemia sono stati fermati i concorsi, e così l'assegnazione di 118.879 posti di lavoro. Sbloccare i concorsi è quindi stato una prima necessità, per permettere alla Pubblica Amministrazione di ottenere una prima mandata di linfa giovane e vitale.

Al centro della gestione dei concorsi ci sarà la sicurezza. Il ministro Brunetta conferma nel nuovo protocollo: "l'obbligo per i candidati e per i componenti delle commissioni di produrre un test negativo effettuato entro le 48 ore precedenti la prova, obbligo di indossare la mascherina FFP2, svolgimento delle prove in sedi decentrate a carattere regionale, durata massima della prova limitata a un’ora, percorsi dedicati di entrata e uscita." Il tutto stabilito dal Comitato tecnico-scientifico, e che alla prova pratica avrà anche il supporto della Protezione Civile.

Si parla di almeno 700.000 nuovi ingressi necessari per arrestare il trend di invecchiamento dei dipendenti pubblici, e nei piani del governo c'è proprio l'assunzione di circa 100.000 nuovi dipendenti all'anno per il prossimo quinquennio, che sostituiranno i dipendenti che andranno in pensione (basandosi sulle stime calcolate dalla Ragioneria generale dello Stato).

Uno sguardo di attenzione viene dato ai settori che si sono impoveriti negli ultimi anni, in particolare la Sanità e gli enti locali che più hanno sofferto, e per i quali il turnover potrà arrivare anche al 120%. Si spera anche che per i progetti del Recovery Plan si possa dare l'avvio all'assunzione di alte professionalità tecniche, con contratti a tempo determinato della durata di 5 anni (il tempo del Recovery).


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