PA, fila agli sportelli in aumento, c'è bisogno di una rivoluzione digitale?

PA, fila agli sportelli in aumento, c'è bisogno di una rivoluzione digitale?

L'Ufficio studi della Cgia di Mestre, attraverso i dati rilasciati dall'ISTAT, ha studiato il curioso caso dell'aumento delle file presso gli uffici pubblici (fino all'arrivo del Covid), analizzando gli anni dal 1999 ed il 2019. I risultati evidenziano l'aumento delle persone in fila in questi ultimi vent'anni, come se si fossero messe in coda altre 20 persone.

Eppure, la maggior parte degli Enti dispone da tempo di siti web propri dove poter scaricare moduli, certificati e atti al fine di inviarli digitalmente ed accelerare i tempi. Nonostante tale possibilità, chi si reca fisicamente presso gli sportelli ha visto aumentare i tempi di attesa a dismisura.

L'indagine, ha visto gli utenti (misurato su un campione di soggetti aventi la maggiore età) denunciare attese superiori ai 20 minuti. Dalle interviste, emerge che, nel 2019 gli utenti si sono lamentati in maggioranza delle ASL (54,8% del campione intervistato). Invece, il 29,2% ha avuto problemi negli uffici comunali (anagrafe, ecc.), anche se sembra un dato piuttosto basso, rispetto al 1999 le lamentele hanno riportato un aumento del 172,9%.

I territori che registrano le situazioni più difficili, ovvero tempi di attesa più lunghi, si riscontrano nel Centro-Sud della Penisola, dalla Calabria (70,9% di lamentele) alla Campania (66,7% di lamentele). Non solo i cittadini si lamentano di questo sistema farraginoso. Infatti, anche il tessuto imprenditoriale presenta il conto, tanto che per 9 imprenditori su 10 le procedure amministrative costituiscono un problema di produttività.

Detto questo, parte della problematica dovrebbe essere risolta con l'arrivo del PNRR o Recovery Fund, i cui fondi dovrebbero migliorare la digitalizzazione dei vari Enti, promuovendo un approccio digital da parte degli utenti finali.

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