Imposte locali gettito 2020 con una inflessione lieve e contenuta

Imposte locali gettito 2020 con una inflessione lieve e contenuta

Tra le varie imposte locali, quelle che hanno un maggior rilievo dato dalla vastità della platea di contribuenti e in termini di gettito sono l'Imu (Imposta municipale propria) e la Tasi (Tributo sui servizi indivisibili) e la Tari (Tassa sui rifiuti). Tali imposte si basano sul possesso di immobili (Imu), sull'erogazione e fruizione dei servizi comunali (Tasi) e sulla copertura costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (Tari).

Queste tre voci sono quelle riunite, dalla Legge di stabilità del 2014, sotto il gruppo dell’Iuc (Imposta unica comunale), da sempre caratterizzata da una regolamentazione di natura controversa e instabile. A questo si aggiunge un panorama fatto di imposte che cambiano spesso nome, natura e area di competenza (basta pensare alle tante mutazioni di quella che oggi chiamiamo Imu), al pratico di un disegno federalista che in lunga parte è ancora incompiuto, ed ecco che finiamo con aliquote bloccate da lungo tempo e che un Comune su due spinge verso i livelli massimi applicabili.

C'è da dire, che i proventi di questi tributi non finiscono tutti direttamente nelle casse dei Comuni. Ad esempio, il 22% del gettito ad aliquota standard dell'Imu finisce nel "Fondo di solidarietà comunale". Tale fondo (del 2011) viene gestito dal Viminale che decide come ripartirlo tra i vari Enti. Ovviamente ne risulta una distribuzione disomogenea delle risorse tra le varie Regioni.

Nel 2020, stando al bollettino stilato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze il gettito complessivo di Irpef, Irap (competenza regionale), Imu/Imis e Tasi è stato pari a 53,7 miliardi di euro, mentre nel 2019 era pari a 58,7 miliardi. Il calo dovuto alla pandemia è stato quindi abbastanza contenuto, ma non si tratta di una flessione omogenea. Infatti, il vero calo riguarda solo Tasi (-89,4%) e l'Irap (-20,8%). Al contrario, le altre imposte risultano avere un saldo positivo, nonostante le molte esenzioni disposte per tamponare l’effetto crisi pandemica. Anche la Corte dei Conti ha riportato simili conclusioni nella "Relazione sulla gestione finanziaria di Comuni, Province, Città metropolitane per gli esercizi 2019-2020", i cui dati rivelano che le tanto temute tensioni non hanno intaccato la gestione della cassa 2020. I motivi si trovano nel fondamentale sostegno alle immediate esigenze di risorse, sia nelle contenute erogazioni di maggiore spesa corrente emergenziale.


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