Referendum di marzo 2026, gli italiani chiamati alle urne sulla riforma della giustizia

Referendum di marzo 2026, gli italiani chiamati alle urne sulla riforma della giustizia

Nei giorni di domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 gli italiani saranno chiamati alle urne per il #referendumpopolare confermativo sulla #legge #costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 253 del 30 ottobre 2025. Si tratta di una consultazione di particolare rilievo istituzionale, poiché interviene su aspetti centrali dell’organizzazione della giustizia e introduce una nuova #Cortedisciplinare, chiamando i #cittadini a esprimersi direttamente sulla conferma o meno della riforma. Il quesito referendario sottoposto agli elettori chiede infatti se si approva il testo della legge costituzionale così come licenziato dal Parlamento e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Trattandosi di un #referendum costituzionale, non è previsto il raggiungimento di alcun quorum: il risultato sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti e sarà determinato esclusivamente dalla maggioranza dei voti validi espressi. Le operazioni di voto si svolgeranno domenica dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle ore 7 alle 15, con l’avvio immediato dello scrutinio al termine della votazione di lunedì pomeriggio. In occasione della consultazione, anche i cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’AIRE, purché regolarmente inseriti nelle liste elettorali, potranno partecipare al voto, esercitando il proprio diritto per corrispondenza secondo le modalità previste dalla normativa vigente. È tuttavia prevista per gli elettori AIRE la possibilità alternativa di votare in Italia, presso il Comune di iscrizione elettorale, comunicando per iscritto tale scelta al Consolato di riferimento. Per il referendum del 22 e 23 marzo 2026, l’opzione per il voto in Italia dovrà pervenire all’Ufficio consolare competente entro il 24 gennaio 2026; le richieste ricevute oltre tale termine non potranno essere considerate valide. La comunicazione dell’opzione può essere effettuata utilizzando l’apposito modulo oppure tramite una dichiarazione in carta semplice, purché contenga nome e cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza e firma dell’elettore, e sia sempre accompagnata da una copia di un documento di identità. La documentazione può essere consegnata a mano, inviata per posta, tramite posta elettronica ordinaria o mediante PEC, utilizzando i recapiti disponibili sui siti degli Uffici consolari. Spetta agli elettori verificare che la comunicazione inviata per posta sia effettivamente pervenuta in tempo utile al Consolato. La scelta di votare in Italia vale esclusivamente per questa consultazione referendaria, ma può essere successivamente revocata con una comunicazione scritta da trasmettere entro gli stessi termini e con le medesime modalità previste per l’esercizio dell’opzione. Gli elettori che decideranno di votare in Italia riceveranno dal proprio Comune la cartolina-avviso per recarsi al seggio sul territorio nazionale. Per ulteriori informazioni e aggiornamenti è possibile consultare i siti degli Uffici consolari e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che forniscono indicazioni dettagliate sulle modalità di partecipazione al voto dall’estero.

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