Piano Casa, più ruolo ai Comuni: via libera della Camera alle nuove misure per l'emergenza abitativa

Piano Casa, più ruolo ai Comuni: via libera della Camera alle nuove misure per l'emergenza abitativa

Con il #voto di #fiducia della #Camera il #PianoCasa compie un passo decisivo verso l'approvazione definitiva, introducendo una serie di modifiche che coinvolgono direttamente #Comuni ed #entilocali nella gestione delle politiche abitative. Il decreto nasce con l'obiettivo di affrontare l'emergenza casa attraverso interventi che favoriscano la realizzazione di alloggi a #canone almierato, la #riqualificazione del patrimonio pubblico e una maggiore collaborazione tra #amministrazioni e soggetti privati.

Tra le novità più rilevanti per gli enti locali c'è il rafforzamento del ruolo dei Comuni nella riqualificazione dell'edilizia residenziale pubblica. Le amministrazioni potranno infatti essere destinatarie delle risorse previste per recuperare gli #immobili popolari oggi inutilizzabili, partecipando direttamente all'attuazione di un piano che mette in campo finanziamenti per circa 7 miliardi di euro, comprendendo anche una quota significativa delle risorse già destinate alla rigenerazione urbana.

Il decreto amplia inoltre la platea dei beneficiari degli alloggi a canone calmierato, includendo anche alcune categorie di dipendenti pubblici considerate strategiche per il funzionamento dei servizi essenziali. Tra queste figurano insegnanti, operatori sanitari e appartenenti alle forze dell'ordine, una misura pensata per agevolare il reperimento di personale nelle città dove il costo delle abitazioni rappresenta un ostacolo sempre più rilevante.

Nel corso dell'esame parlamentare è stata modificata anche la disciplina dedicata ai grandi investimenti immobiliari. La versione definitiva elimina infatti la corsia preferenziale inizialmente prevista per i soli fondi esteri, mantenendo però una procedura amministrativa accelerata per gli interventi di valore superiore a un miliardo di euro, indipendentemente dalla provenienza dei capitali. Rimangono invece escluse dalle semplificazioni le operazioni di dimensioni medio-piccole.

Per gli enti locali arrivano anche regole più flessibili nella realizzazione dei nuovi interventi di edilizia convenzionata. Nei progetti che prevedono funzioni miste, come negozi, uffici o strutture ricettive accanto agli alloggi, la quota minima di abitazioni a canone calmierato sarà calcolata esclusivamente sulla componente residenziale. Saranno le convenzioni sottoscritte tra Comune e soggetto attuatore a definire nel dettaglio il rapporto tra edilizia convenzionata e immobili destinati al libero mercato.

Accanto alle misure rivolte ai Comuni, il provvedimento conferma il rifinanziamento del fondo destinato agli studenti universitari fuori sede con 8,5 milioni di euro per il 2026. Le risorse saranno riservate agli studenti con ISEE fino a 20 mila euro che non beneficiano già di altri contributi per l'alloggio.

Durante la conversione in legge è invece stata rinviata l'attivazione del nuovo veicolo finanziario che avrebbe dovuto convogliare parte delle risorse del PNRR nel Fondo nazionale per l'abitare gestito da CDP Real Asset. Il Governo ha spiegato che si tratta di un rinvio tecnico, legato alla tempistica di utilizzo dei fondi europei, assicurando che lo strumento sarà attivato con un successivo provvedimento.

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