Legge di Bilancio 2026, tra aperture e nodi strutturali: i Comuni chiedono stabilità e risposte durature

Legge di Bilancio 2026, tra aperture e nodi strutturali: i Comuni chiedono stabilità e risposte durature

La nuova #LeggediBilancio 2026 è stata al centro di un confronto promosso da #ANCI #Lombardia, occasione utile per fare il punto sugli effetti concreti che le misure approvate avranno sui #Comuni. Nel suo intervento di apertura, il presidente #MauroGuerra ha tracciato un quadro fatto di luci e ombre, parlando di passi avanti che, pur non risolutivi, indicano una maggiore consapevolezza delle criticità che gli enti locali affrontano da tempo.

Il giudizio complessivo non è stato né entusiastico né negativo. Piuttosto, è emersa la percezione di alcuni spiragli positivi. Un elemento ritenuto significativo riguarda il fatto che i Comuni sembrano, almeno per ora, al riparo dagli effetti più stringenti del nuovo quadro europeo sulla stabilità, che impone limiti alla crescita della spesa netta. Per un comparto che vive da anni in equilibrio precario tra vincoli finanziari e bisogni crescenti, evitare un ulteriore irrigidimento rappresenta già un risultato non secondario.

Tra i segnali più rilevanti, Guerra ha richiamato l’attenzione sugli interventi in ambito sociale. In particolare, è stato previsto uno stanziamento – operativo dal 2027 – destinato a sostenere le spese legate ai minori, inclusi quelli affidati dall’autorità giudiziaria e i minori stranieri non accompagnati. Le risorse non sono ancora sufficienti a coprire integralmente il fabbisogno reale dei territori, ma segnano un riconoscimento istituzionale di un problema che per molti Comuni è diventato strutturale. Analogo discorso vale per il sostegno all’assistenza educativa: anche qui le cifre non colmano il divario tra entrate e costi, ma indicano un primo tentativo di risposta.

Un altro elemento nuovo riguarda il personale. Per la prima volta si intravede un’apertura, seppur contenuta, verso il finanziamento di una parte della spesa legata agli organici comunali. È un tema cruciale: negli ultimi anni gli enti locali hanno visto ridursi progressivamente la propria capacità di assumere e trattenere competenze, con ricadute dirette sulla qualità dei servizi. Che la questione venga esplicitamente considerata nella manovra è stato letto come un segnale politico da non sottovalutare.

Importante anche l’attenzione rivolta al fondo crediti di dubbia esigibilità. La possibilità di intervenire su questo strumento, che incide in modo significativo sugli equilibri di bilancio, apre uno spazio di riflessione su come rendere più sostenibile la gestione finanziaria dei Comuni, soprattutto in un contesto di crescente difficoltà nella riscossione.

Tuttavia, nel corso del webinar è emersa con forza l’idea che questi interventi rappresentino solo un primo passo. Le criticità dei Comuni non sono episodiche, ma radicate: riguardano la tenuta strutturale dei bilanci, la progressiva contrazione della capacità fiscale, l’impatto cumulativo dei tagli degli anni precedenti sia sulla spesa corrente sia sugli investimenti. A ciò si aggiunge l’incognita legata alla conclusione del PNRR e al futuro delle politiche di investimento, che per molti territori hanno rappresentato una leva straordinaria di sviluppo.

Guerra ha sottolineato come i segnali contenuti nella manovra debbano ora tradursi in un’azione politica e istituzionale più incisiva. L’obiettivo è trasformare misure ancora parziali in interventi stabili, capaci di incidere sulle dinamiche di fondo che mettono sotto pressione i conti degli enti locali. In particolare, l’aumento delle risorse destinate al sociale dovrà essere valutato anche alla luce delle norme sui livelli essenziali delle prestazioni, per evitare che l’ampliamento dei diritti non sia accompagnato da adeguate coperture finanziarie.

Nel dibattito finale, è stato ribadito il ruolo di #ANCI e #IFEL nel rappresentare le istanze dei Comuni anche nei tavoli tecnici presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. È stato evidenziato come la manovra 2026 abbia contribuito ad affrontare alcune questioni urgenti, ma sia necessario consolidare questi interventi rendendoli strutturali.

Tra i temi che richiederanno particolare attenzione nei prossimi mesi figurano la riscossione, con le possibili modifiche normative in arrivo e le ricadute sul fondo crediti; la crescente difficoltà abitativa; le esigenze legate alla sicurezza urbana; e, non ultimo, il nodo degli investimenti dopo la stagione del PNRR.

In sintesi, la Legge di Bilancio 2026 non rappresenta una svolta radicale per i Comuni, ma introduce elementi di riconoscimento delle difficoltà esistenti. La sfida ora sarà trasformare questi primi segnali in un percorso più solido, capace di garantire stabilità finanziaria e sostenibilità nel lungo periodo ai bilanci degli enti locali.

Indietro

Articoli correlati: