Vincono il concorso, ma alcuni Comuni rinunciano ad assumerli
Quattordici Comuni su 57 aderenti alla procedura avrebbero rinunciato alle #assunzioni previste dal concorso #RIPAM destinato ai piccoli enti locali, per un totale di 36 posti che rischiano di saltare. La vicenda, ricostruita da Il Fatto Quotidiano il 16 ottobre 2026, riguarda il reclutamento di #funzionari qualificati per rafforzare gli uffici comunali e sostenere i processi di modernizzazione e #digitalizzazione della #PubblicaAmministrazione.
La procedura è stata avviata il 4 giugno 2026, quando il Dipartimento della Funzione pubblica ha annunciato la pubblicazione su inPA del bando per 178 funzionari a tempo pieno e indeterminato, destinati ai Comuni interessati con meno di 5.000 abitanti. I profili professionali riguardavano quattro aree: competenze giuridiche, economiche e contabili, digitali, ingegneristiche e architettoniche. L'obiettivo era consentire agli enti di acquisire professionalità utili per affrontare le nuove esigenze amministrative e tecnologiche.
Il numero iniziale dei posti è stato successivamente modificato. Il 18 giugno è stato pubblicato un primo provvedimento di modifica del bando e il 17 luglio è intervenuto un ulteriore aggiornamento. Secondo la ricostruzione giornalistica, le rinunce di alcune amministrazioni durante la procedura hanno ridotto i posti disponibili fino a 124. La pagina ufficiale del concorso su inPA riporta attualmente un contingente di 135 unità: per la ricostruzione definitiva del numero dei posti occorre quindi fare riferimento ai singoli provvedimenti ufficiali di modifica.
Le prove scritte si sono svolte nel mese di luglio e le prime graduatorie finali sono state pubblicate a partire dal 29 luglio. Per alcuni profili e ambiti territoriali, le graduatorie sono state completate o aggiornate successivamente, anche in relazione alle prove asincrone. Il 17 settembre è stato pubblicato l'avviso relativo all'assegnazione ai Comuni e il 24 settembre sono state rese note ulteriori graduatorie finali di merito.
Il problema è emerso nella fase successiva alla selezione, quando alcune amministrazioni hanno comunicato di non poter procedere alle assunzioni per ragioni finanziarie e contabili. Tra i casi citati nell'inchiesta figurano il Comune di Alimena, in provincia di Palermo, e quello di Trappeto, anch'esso nel Palermitano. Alimena avrebbe motivato la rinuncia con il sopraggiungere di condizioni finanziarie e contabili incompatibili con le assunzioni; Trappeto avrebbe invece richiamato mutate esigenze organizzative e valutazioni sulla sostenibilità economico-finanziaria.
Secondo quanto riferito dal quotidiano, le rinunce interesserebbero amministrazioni distribuite tra Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna e Marche. La FP CGIL ha chiesto al Ministero della Pubblica Amministrazione di verificare la situazione e di tutelare i vincitori, sostenendo che gli enti non dovrebbero poter revocare gli impegni assunti senza motivazioni concrete, sopravvenute e documentate.
Al centro della vicenda c'è il rapporto tra il reclutamento del personale e la capacità finanziaria degli enti. La procedura concorsuale centralizzata permette di condividere i costi e l'organizzazione della selezione, ma non comporta automaticamente che le retribuzioni dei funzionari siano finanziate con risorse statali o europee. Nel caso in esame, il costo degli stipendi era a carico dei Comuni aderenti. Secondo l'inchiesta, alcune amministrazioni avrebbero interpretato erroneamente le condizioni del bando, ritenendo che i finanziamenti collegati al PNRR potessero coprire anche gli stipendi.
Il 27 ottobre 2026 è arrivato un ulteriore aggiornamento ufficiale: su inPA sono stati pubblicati gli scorrimenti delle graduatorie per i codici DIG-05, relativo alla Liguria, TEC-08, relativo alla Puglia, ed ECO-09, relativo al Piemonte. Gli aggiornamenti dimostrano che la procedura è ancora in evoluzione, ma non costituiscono, da soli, una conferma del recupero di tutti i posti interessati dalle rinunce.
La vicenda riporta così l'attenzione su una questione centrale per i piccoli Comuni: la necessità di coordinare la programmazione dei fabbisogni, la disponibilità delle risorse di bilancio e le procedure di assunzione. Per gli enti con organici ridotti, la difficoltà di reperire personale qualificato può incidere sulla gestione dei procedimenti, sulla realizzazione dei progetti e sulla continuità dei servizi ai cittadini. Il caso RIPAM mostra quanto sia importante verificare la sostenibilità delle assunzioni prima di aderire a una procedura concorsuale e garantire, una volta conclusa la selezione, informazioni chiare sulle possibilità effettive di ingresso in servizio per i candidati risultati vincitori.



