Censimento permanente delle istituzioni pubbliche dell'Istat

Censimento permanente delle istituzioni pubbliche dell'Istat

Lo scorso dicembre l'Istat ha presentato i primi dati del Censimento permanente delle Istituzioni pubbliche relativo al 2017. Con tale censimento si è posto in evidenza le dimensioni e le strutture delle istituzioni pubbliche, incluse le unità locali oltre a quelle istituzionali. Sono state ben 12.848 le istituzioni pubbliche censite entro la fine dell'anno 2017.

Il personale operativo presente in queste ammonta a 3.516.461 unità, suddiviso in: 3.321.605 dipendenti (94,5% del totale) e 195.000 dipendenti (5,5%), costituiti da personale non dipendente, come collaboratori a progetto, coordinati o continuativi, o assunti in altra forma temporanea o atipica. L'86% di tali dipendenti, hanno un contratto a tempo indeterminato (3.023.901 unità), l'8,5% hanno un contratto a tempo determinato (297.704) e il 5,5% non sono dipendenti diretti (194.856).

Valle d'Aosta, Trento e Bolzano, con 7 dipendenti pubblici ogni 100 abitanti, portano la quota più alta di dipendenti pubblici, mentre la concentrazione più bassa si riscontra in Lombardia, con 3,8 dipendenti pubblici ogni 100 abitanti.

Sono 2 milioni (pari al 56,9% del totale) le donne che lavorano nella pubblica amministrazione. La maggior parte di esse opera negli enti del Sistema Sanitario Nazionale (il 65,9%), mentre la più forte presenza è rilevata nelle regioni del Nord Italia, oltre il 62% rispetto alla media nazionale del 56,9%. Il Nord presenta in tal senso anche la maggior quota di personale non dipendente, di nuovo a confronto con la media nazionale.

Sono il Centro e il Nord-est a mostrare la maggior predisposizione al digitale, zone con una media superiore a quella delle altre regioni. Per quanto riguarda la digitalizzazione (oggi spinta dalla situazione di pandemia che stiamo vivendo), è la mancanza di risorse (per sette enti pubblici su dieci) ad ostacolare il processo di ammodernamento; carenza sentita in particolar modo dalle amministrazioni locali (80% dei Comuni e 74% di Comunità montane e unioni dei comuni). Altri ostacoli sono la spesa elevata per l’Ict (67,5%) e la carenza di staff qualificato (66,5%), di nuovo maggiormente sentita dalle amministrazioni locali.


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